lunedì 24 aprile 2023

PONTI DI PRIMAVERA, BOOM DEL TRENO


Il treno sempre di più nelle preferenze degli italiani che lo scelgono per trascorrere i ponti di primavera lontano da casa. 

Il mezzo più antico si sta rivelando essere il più ecologico, pratico, comodo ed in grado di raggiungere velocemente le località turistiche senza l'assillo delle code in autostrada o degli estenuanti check in aeroportuali. Rispetto allo scorso anno, Trenitalia ha registrato un significativo +15% di prenotazioni, segnale di una decisa inversione di tendenza nelle scelte di trasporto degli italiani. per far fronte a queste richieste il vettore ha deciso di rafforzare l'offerta Alta velocità con 18mila posti in più. Anche i regionali e gli intercity con il potenziamento dei treni notturni

Ma andiamo a vedere  nel dettaglio l'offerta di Trenitalia.

Oltre 18mila posti in più sui Frecciarossa per soddisfare la domanda dei vacanzieri che hanno scelto il treno per viaggiare durante i ponti di primavera legati alle festività del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno.

L’alta Velocità di Trenitalia, società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS, ha attivato 40 ulteriori collegamenti per l'intero periodo, caratterizzato da un flusso di viaggiatori in crescita di oltre il 15% rispetto allo scorso anno. Sui treni del Regionale si stima un flusso di 4,5 milioni di viaggiatori. Più di 250mila, inoltre, le prenotazioni effettuate sui treni Intercity nel periodo 21-25 aprile a cui si sommano ulteriori 50mila prenotazioni per i treni EuroCity da e per la Svizzera e i treni Euronight dalla Germania e dall’Austria.
 

Le soluzioni dell’Alta Velocità

Frecciarossa, eccellenza del Made in Italy, viaggerà tra Milano, Roma e Napoli, nelle giornate e nelle fasce orarie a più alta richiesta, in doppia composizione: una soluzione che permette di raddoppiare i posti disponibili per i viaggiatori. Incremento di posti anche sulle tratte da Roma per il Sud, nello specifico Puglia e Calabria.

Tra le novità, il ritorno del Frecciarossa notturno tra il Nord Italia e la Calabria, che viaggia di notte con il comfort e i servizi Frecciarossa. Per le festività di primavera, inoltre, lungo la costa Adriatica, saranno attivi sette nuovi collegamenti di rinforzo tra Milano e Pescara. Grazie alla capillarità dei collegamenti intermodali sarà possibile raggiungere le città d’arte Matera, Assisi e Perugia con i Freccialink, ovvero il servizio realizzato con autobus di nuova generazione in connessione con i treni Frecce. In alcuni giorni specifici ci saranno corse anche per Pompei e Sorrento.

 

Sul Regionale verso le città d’arte e il mare

Molteplici le idee di escursioni con il Regionale di Trenitalia: grazie ai servizi integrati con pullman o traghetti è possibile raggiungere la spiaggia di Bibione o l’isola d’Elba, il centro di Taormina o quello di Spoleto, la Valle dei Templi o la Baia di San Fruttuoso; oltre 600 località di interesse turistico facilmente raggiungibili con i servizi regionali. Particolarmente apprezzati in questi giorni i collegamenti verso le città d’arte e la Liguria, anche grazie ai “Treni del mare” che fino al 24 settembre viaggeranno tra Lombardia e Liguria.  Si tratta di ventuno collegamenti regionali in più nei fine settimana, dieci il sabato e undici nei giorni festivi, frutto della collaborazione fra Trenitalia, Trenord, Regione Liguria e Regione Lombardia. Un’offerta raddoppiata rispetto allo scorso anno che consente alla clientela lombarda di raggiungere le riviere liguri di Levante e di Ponente.

 

Intercity per chi viaggia sulle lunghe distanze

Potenziati i collegamenti Intercity notte sulla riviera adriatica (linea Milano-Lecce e Torino-Lecce) con carrozze aggiuntive su tutti e sei i collegamenti programmati a beneficio di chi si muove sulle lunghe distanze. Un’offerta integrata e capillare dal nord al sud Italia con 100 collegamenti giorno e 24 collegamenti notte.

Dal 1° aprile, infine, l'Eurocity già attivo tra Zurigo e Genova è stato prolungato fino a Sestri Levante con fermata intermedia a Santa Margherita Ligure-Portofino il sabato e la domenica: nuove opportunità di viaggio per chi, dalla Lombardia e dalla Svizzera, sceglie di venire in Liguria in treno per sfruttare al meglio le vacanze pasquali e i ponti di primavera. 


lunedì 3 aprile 2023

KRESSECCO, BORDOLINO E PROSEK: LA CANTINA DEGLI ORRORI

 VINITALY: COLDIRETTI, DA ETICHETTE A FALSI, LA CANTINA DEGLI ORRORI




Chi farebbe un bel aperitivo a base di Kressecco o pasteggerebbe con un finto rosè fatto con la polverina per poi concludere il pasto con un bicchierino di Marsala made in USA?

 Non bastavano il parmesan e i suoi fratelli ad insediare la cultura gastronomica italiana. Anche il vino, grande eccellenza del Belpaese, è sotto attacco da parte dei pirati della contraffazione. Una vera e propria "cantina dell'orrore" quella che Coldiretti ha svelato al Vinitaly in corso a Verona in questi giorni. 


Dalle etichette allarmistiche ai wine kit, dai falsi al taglio dei fondi per la promozione, il vino italiano è sotto attacco con ripetuti blitz a livello comunitario che penalizzano il settore come il via libera concesso all’Irlanda ad adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze “terroristiche”. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione di Vinitaly 2023 di Verona dove è stata aperta la prima cantina degli orrori con gli esempi più eclatanti degli attacchi al vino.

 

Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini secondo la Coldiretti non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. E’ infatti del tutto improprio – precisa la Coldiretti – assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino. Un approccio ideologico nei confronti di un alimento come il vino che – sostiene la Coldiretti – fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea e conta diecimila anni di storia e le cui tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso.

 

Ma il vino Made in Italy – spiega Coldiretti – deve affrontare anche altri attacchi. Un esempio è la scelta della Ue di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol anche nei vini a denominazione di origine. In questo modo viene permesso ancora di chiamare vino un prodotto – sottolinea la Coldiretti – in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino.

 

Si tratta di un precedente pericoloso che apre la strada all’introduzione di derive che mettono fortemente a rischio l’identità del vino italiano, che è la principale voce dell’export agroalimentare nazionale” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “è in atto una demonizzazione indiscriminata, pilotata da alcune multinazionali, che punta ad affermare un nuovo modello alimentare e culturale che danneggia il settore e mette in discussione storia, cultura e valori fortemente radicati nel cibo e nei vini made in Italy, la dieta mediterranea stessa, patrimonio Unesco e il consumo moderato e responsabile che contraddistingue il vino in Italia”.

 

Ma tra le pratiche discutibili c’è anche lo zuccheraggio del vino – spiega la Coldiretti – che è ad esempio permesso nell’Unione Europea ad eccezione di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta e in alcune aree della Francia che rappresentano però circa l’80% della produzione comunitaria.

 

Negli Stati Uniti – riferisce la Coldiretti – è addirittura consentita l’aggiunta di acqua al mosto per diminuire la percentuale di zuccheri secondo una pratica considerata una vera e propria adulterazione in Italia. Miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre un “finto rosè” vietate in Europa sono possibili invece in Nuova Zelanda e in Australia. L’Unione Europea però – continua la Coldiretti – ha dato il via libera anche al vino senza uva con l’autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes molto diffusi nei Paesi dell’Est.

 

L’ultima frontiera dell’inganno – continua la Coldiretti – è nella commercializzazione molto diffusa, dal Canada agli Stati Uniti fino ad alcuni Paesi dell’Unione Europea, di kit fai da te che promettono il miracolo di ottenere in casa il meglio della produzione enologica Made in Italy, dai vini ai formaggi. Si tratta di confezioni che grazie a polveri miracolose promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano. Il problema non è legato solo all’utilizzo delle pregiate denominazioni del Belpaese poiché in base alla normativa europea del vino, non è possibile aggiungere acqua nel vino o nei mosti.

 

Ma a pesare sono anche i rischi legati alle richieste di riconoscimento di denominazioni che evocano le eccellenze Made in Italy – ricorda Coldiretti – come nel caso del Prosek croato, un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, contro la cui domanda di registrazione tra le menzioni tradizionale l’Italia ha fatto ricorso, in virtù del fatto che potrebbe danneggiare il Prosecco.

 

Quello dei falsi resta comunque un mercato molto florido dove i rischi riguardano l’utilizzo delle stesse o simili denominazioni o simili per indicare prodotti molto diversi. Dal Bordolino argentino nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco tedesco, ma ci sono anche il Barbera bianco prodotto in Romania e il Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense tra le contraffazioni e imitazioni dei nostri vini e liquori più prestigiosi che – conclude la Coldiretti – complessivamente provocano perdite stimabili in oltre un miliardo di euro sui mercati mondiali alle produzioni Made in Italy.